Editoriale: “Aggiornamento coordinatori: altro giro, altra corsa? Cambiamo giostra!!!”

Il Giornale dei Coordinatori AIFOS

IL GIORNALE DEI COORDINATORI AiFOS

A cura di Stefano Farina


Anno VI, giugno 2023

“Aggiornamento coordinatori: altro giro, altra corsa? Cambiamo giostra!!!”

Le modalità di aggiornamento utilizzate (40 ore ogni 5 anni) hanno ancora una volta dimostrato tutti i limiti del caso. Come AiFOS lanciamo una proposta alternativa

Editoriale a firma di Stefano Farina 

 

Il 15 maggio è terminato il nuovo “calvario” degli aggiornamenti dei coordinatori. Sul numero precedente del Giornale dei Coordinatori eravamo stati facili profeti dicendo che sarebbe stato l’ennesimo “bagno di sangue” (permettetemi questa cruenta immagine) e così è stato.

In questo periodo ho avuto modo di interfacciarmi con i referenti di molti ordini e collegi professionali, responsabili di associazioni, soggetti formatori di enti privati e pubblici e nella maggioranza dei casi la situazione era la medesima: uno zoccolo duro che arrivava fino al 20-25% di coordinatori per la sicurezza che risultavano carenti dal punto di vista del monte ore di aggiornamento.

Alcuni dati (chiedo venia se sono solo indicativi, ma risultano abbastanza rappresentativi in quanto provengono da varie realtà formative) al 28 febbraio 2023:

  • il 50% dei coordinatori risultava aver terminato l’aggiornamento di 40 ore;
  • il 45% dei coordinatori risultava aver frequentato tra le 16 e le 20 ore di aggiornamento;
  • il 4% dei coordinatori era ancora a zero ore di aggiornamento;
  • circa l’1% dei coordinatori non aveva ancora terminato le 40 ore di aggiornamento rispetto al quinquennio precedente (con tutte le conseguenze del caso per coordinatori attivi).

Che se moltiplicato per il numero di coordinatori abilitati da evidenza delle criticità di una situazione certamente complessa.

Ed ecco le corse per completare le ore necessarie con tutte le conseguenze del caso: scelta di moduli formativi con argomenti già seguiti in passato, partecipazione ad adunate con centinaia di presenze, formazione in fad con 20/40 ore effettuate in 4-5 giorni, ecc. ecc..

Relativamente agli aggiornamenti, in linea generale e con differenze a volte sostanziali tra aree, ordini, collegi, enti ed associazioni, nei mesi tra gennaio e maggio 2023 (5 mesi) è stato effettuato un monte ore lezione che si stima essere pari a circa il 15/20% dei corsi totali del quinquennio (60 mesi) e ciò evidenzia la tendenza a spostare l’aggiornamento al termine del periodo.

Certamente il periodo covid non ha aiutato, ma consideriamo che in tale periodo i corsi venivano comunque erogati in videoconfernza o e-learning e pertanto non si può pensare che ciò abbia inciso in maniera determinante nel ritardo dell’aggiornamento.

Torniamo allora alla corsa di fine quinquennio.

Tutto regolare? Certamente si.

Tutto efficace? Probabilmente no. Anzi sicuramente no.

E allora che fare?

Come AiFOS ce lo siamo chiesto e pensiamo che la soluzione migliore sia quella di una modifica dell’allegato XIV che vada nella direzione dell’efficacia della formazione e non del semplice obbligo normativo a cui ottemperare.

E allora basterebbe prevedere che

“per esercitare il proprio ruolo il Coordinatore per la sicurezza deve documentare di aver partecipato nell’anno solare antecedente a moduli formativi della durata di almeno 8 ore

Per i corsi di aggiornamento sono richiesti:

  1. un numero massimo di partecipanti ad ogni corso pari a 35;
  2. la tenuta del registro di presenza dei partecipanti da parte del soggetto che realizza il corso.

L’aggiornamento è consentito, per tutto il monte ore, in modalità e-learning secondo i criteri previsti nell’allegato II dell’Accordo Stato-Regioni 7 luglio 2016

L’aggiornamento può essere ottemperato anche per mezzo della partecipazione a convegni o seminari, a condizione che essi trattino delle materie o i cui contenuti siano coerenti con quanto previsto all’allegato XIV e comunque per un numero di ore che non può essere superiore al 50% del totale di ore di aggiornamento complessivo.

Per ciascun convegno o seminario è richiesta la tenuta del registro di presenza dei partecipanti da parte del soggetto che realizza l’iniziativa e non vi è alcun vincolo sul numero massimo di partecipanti.”

Non aggiungo altro, se non che la modifica è necessaria per evitare che per i prossimi cinque anni ci si senta a posto, mentre attorno a noi il modo della sicurezza e dei cantieri cambia ad un ritmo vorticoso ed i coordinatori rischiano di essere ancora una volta un passo indietro.

Giù il gettone, altro giro, altra corsa (Cit.) ci vediamo fra cinque anni!!!

No! Cambiamo giostra. E visto che il cantiere non è una giostra, proprio per questo speriamo che la nostra proposta possa avere un seguito.

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